Lettera aperta al Presidente Scopelliti
Caro Presidente,
ti ho fatto gli auguri e mi hai risposto, con garbo istituzionale. Vorrei poterti fare anche i complimenti alla fine del mandato, perché avresti fatto bene il tuo lavoro, al servizio della Calabria. Sai che non mi sono mi sono lasciato contagiare dall’onda di giubilo un pò provincialotta che ha accompagnato la tua elezione. Tuttavia, so bene che quell’entusiasmo esprimeva la grande voglia di cambiamento dei calabresi, dopo il fallimento dell’esperienza Loiero. Ma attento, presidente, anche Loiero trionfò, sull’onda dell’indignazione popolare per la deludente stagione “chiaravallottesca”, anche lui ebbe una intensa luna di miele con il popolo calabrese. Quel che successe dopo è nella cronaca che non farà mai storia di questa regione e rende conto del tuo travolgente successo. Nell’interesse della mia Terra, auspico che ai proclami della campagna elettorale seguano i fatti.
Ma è già tempo di fatti, caro Presidente.
Indubbiamente, hai trovato una situazione assai difficile e, per di più, hai avuto la sfortuna di insediarti nel pieno di una congiuntura economica i cui esiti, purtroppo drammatici, ci stanno davanti.
Ma è proprio in questi momenti che un leader e un gruppo dirigente dimostrano il proprio valore. Quando le cose vanno bene e le congiunture sono favorevoli, siamo tutti bravi, anche i meno provveduti riescono a cavarsela, dissimulando deficienze e inadeguatezze. Dunque, hai insediato la tua Giunta, tra luci ed ombre, com’era da aspettarsi: non hai vinto da solo, ma con i partiti, i gruppi dirigenti e le lobbies che ogni stagione elettorale si porta dietro e dentro. Hai tenuto per te deleghe pesanti: sanità, trasporti, turismo: e questo non è stato un bel segnale. Ma c’è tempo e modo per rimediare.
I primi atti di governo? Soprattutto nomine, com’era da aspettarsi. Tante teste cadute che non fanno notizia, quanto i culi rimasti ancora attaccati alle poltrone. Vedremo. Sono riflessioni che ho già fatto ad alta voce con qualche tuo assessore, di cui ho grande stima. Ma adesso tocca a te decidere. Per esempio, sulla sanità, primo, durissimo banco di prova. Bisogna far presto e bene, con equità e rigore, tornando a parole d’ordine quali meritocrazia ed etica della responsabilità; attivando permanenti controlli di efficienza e qualità, tanto nel pubblico quanto nel privato; tagliando i rami secchi, per rinvigorire quelli vitali; razionalizzando la spesa; riconvertendo gli ospedali inutili; dando fiducia ai medici migliori e, attraverso questi, ai cittadini nel servizio sanitario regionale, presupposto essenziale per abbattere i circa 300 milioni annui di spesa per migrazione sanitaria e risanare il deficit di due miliardi e passa di euro, sul quale l’intera economia calabrese rischia il collasso.
Per farcela, caro Presidente, non devi farti condizionare da lobbies e potentati, palesi ed occulti, legali o criminali. Devi essere forte e libero, camminare senza incertezze lungo una strada difficile, ma virtuosa. Se lo farai, tanti calabresi ti sosterranno e io sarò tra questi. Auguri.
Beniamino Donnici
17 Giugno 2010
